Come fare testamento (e vivere sereni).

Dopo aver ricevuto certe notizie e messo da parte la scaramanzia, senti di voler lasciare testamento imprimendo, nero su bianco, le tue volontà.

Inizi, quindi, una bella ricerca sul web e leggi cosa puoi fare in modo che tutto combaci con quanto desideri e scopri così l’esistenza di varie tipologie di testamento, olografo, pubblico, segreto, internazionale, etc.

Fai con calma

Prima di questo passo, però, devi analiticamente ricostruire la tua posizione, sia familiare, sia patrimoniale.

Lo spirito che anima ogni testatore è quello di proteggere i propri cari, evitando che un domani tra loro si accendano asperrime diatribe e, per perseguire al meglio questo risultato, occorre metodo.

Essenziale, infatti, è saper individuare chi beneficerà del tuo atto e cosa puoi a questi lasciare.

Focalizza il pensiero su chi desideri beneficiare alla tua dipartita e quali cose intendi lasciare. Fatto?

Adatta l’atto alle reali esigenze

Ti consiglio di cominciare con la nomina (nome e cognome) dei tuoi cari quali eredi universali, saranno beneficiari di tutto il tuo patrimonio. Tieni in conto che importanti quote del tuo patrimonio, dette “indisponibili”, sono riservate per legge alla tutela del coniuge, dei figli, dei genitori, etc.

 

Scelti i tuoi eredi, dovrai quindi indicare di quali beni o diritti intendi beneficiarli. In questa delicata fase il ventaglio di possibilità si amplia molto, soprattutto laddove desiderassi apporre condizioni.

Puoi indicare anche un legatario cui desideri lasciare (o, meglio, legare) unicamente uno specifico bene, detto legato. Il legatario non parteciperà all’eredità, non essendo un erede, e gioverà solo di quanto gli lasci, sia ciò un mobile, un quadro o una collezione.

Attenzione alle quote disponibili

Ricorda: il nostro codice civile è ferreo nella tutela dei parenti più stretti, per cui fare testamento in favore di qualcuno, ad es. di un solo figlio o il vicino di casa, sarà valido fintanto che rispettino i limiti delle quote disponibili, altrimenti sarà riducibile da tutti i legittimari, cioè il coniuge, i figli e gli ascendenti (art. 536 c.c. e ss.).

Bene, puoi ora procedere alla stesura del tuo testamento olografo seguendo queste regole:

Olografo è “handmade”. Requisiti di forma.

Occorrente: carta, penna e cum grano salis.

Il testamento olografo è handmade o fatto a mano. Perchè sia formalmente valido devi redigerlo in corsivo integralmente di tuo pugno, datarlo e firmarlo (art. 602 c.c.). Si, va bene anche scriverlo in stampatello (se è per te solito usarlo), ma mai a macchina.

L’olografia ha ragione di esistere perchè anche tramite la tua grafia imprimi un carattere unico al tuo atto che risulterà molto arduo manipolare. Si parla, infatti, di personalità e abitualità dell’olografia, proprio perchè con lo scritto identifichiamo l’individuo nel tempo. A proposito, se desideri apportare aggiunte, glosse, interlinee, scarabocchi o cambiare certe disposizioni è sempre bene che tu scriva un nuovo testamento, sostituirà il precedente e sarà più forte di qualsiasi versione “accroccata” intellegibile solo agli scriba.

Olografia, qui non c’entra il 3D.

La data conferisce al tuo atto una collocazione nel tempo, che ti servirà anche qualora volessi modificarlo o sostituirlo successivamente (ad esempio, per la nascita di un figlio, per cambiamenti dei tuoi averi). Puoi inserirla all’inizio o alla fine dell’atto, sempre prima della firma.

Scrivendo anche il luogo di redazione, assieme alla data, collocherà nello spazio l’atto, così conferendogli ulteriore corposità.

La sottoscrizione è il suggello alla fine dell’atto, cioè la conferma definitiva che tutto ciò che hai scritto sopra corrisponde al tuo volere, usa nome e cognomi completi ed evita pseudonimi.

Firma in calce tutte le pagine del testamento, non a latere.

Come accorgimento redazionale, ti consiglio di non lasciare troppi spazi bianchi o “buchi” tra i paragrafi, pur mantenendo un equilibrio nel corpo dell’atto, eviterai allografie indesiderate. Ti accorgerai anche che, redigendo nuovamente il testamento, pondererai con più calma ogni parola posata.

In ultimo, redigi il tuo testamento in più esemplari identici e lasciali a chi di tua fiducia, sarai così tranquillo che le tue volontà saranno rispettate con la sua pubblicazione mediante verbale redatto dal notaio.

Buona scrittura!

Avv. Giovanni Paolo Sperti